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le rievocazioni storiche: “revival” o strumentalizzazioni?

[STORIUSANDO] Claudia da Milano ci chiede quale è il significato di tante rievocazioni storiche organizzate dai comuni di tutta Italia, specialmente nel periodo estivo. Per lo più si tratta di ricostruzioni di battaglie, memorie di conquiste operate dai potenti e subite in vario modo dalle piccole comunità. In Italia abbondano numerosissimi i revival medievali, ma non mancano quelli che si richiamano all’antica Roma o all’epopea napoleonica. Chiaramente creati per far divertire soprattutto i turisti, i revival sono innanzitutto un intrattenimento. E in questo senso non li caricherei eccessivamente di significati reconditi. Si caratterizzano per dare l’illusione di un ritorno al passato. Se ben fatti, tutto il contesto – case, oggetti, vestiti, armi – deve essere coerente col periodo scelto per la ricostruzione e deve dare agli spettatori l’impressione di aver varcato una porta temporale ed essere piombati in un passato simil autentico, verosimile e quindi bello quanto innocuo.
La predilezione per il Medioevo, che si riscontra in molte manifestazioni italiane, deriva spesso dal fatto che tre quarti dei nostri paesini hanno un tessuto insediativo medievale e che quindi costituiscono l’ambientazione ideale per tornei e sfilate.
Altre località possono inoltre contare, nella loro Storia peculiare, eventi particolarmente noti al grande pubblico e quindi la scelta di cosa mettere in scena è spesso obbligata: a Marengo si farà la battaglia omonima del 14 giugno 1800 che vide la vittoria delle truppe di Napoleone su quelle austriache. Ad Anghiari ci sarà invece il ricordo del celebre scontro del 29 giugno 1440 tra il duca di Milano e i Fiorentini alleati col papato e Venezia.
Personalmente amo molto i revival, come anche la fiction storica. Questo ovviamente non mi esenta dal ragionarci su. E quello su cui ragionare non è tanto sul come vengono fatti, o su cosa rappresentano, ma sul perché di certe scelte e di certe dimenticanze. È chiaro che spesso la scelta è data da mera opportunità – come abbiamo detto – ma vi rientra anche l’idea che una comunità ha della propria Storia o il peso che la propaganda di un partito o di un movimento rivestono all’interno di un gruppo. Così abbonderanno i revival celtici a nord, mentre non saranno numerose nel Meridione d’Italia le rievocazioni dell’impresa garibaldina.
Difficilmente si metterà in scena un episodio che vede la sconfitta vergognosa o l’atto criminale, mentre si cercherà, tra le scartoffie che testimoniano il passato, l’evento che marca, nell’immaginario collettivo, positivamente la propria Storia. Il Medioevo, di nuovo, verrà ripreso a piene mani, perché vi si riconoscono molti tratti originari del nostro modo di essere oltre che per la facilità con cui lo si può caricare di eventi favolosi, magici, suggestivi.
Ma solo un Medioevo, ovviamente: ci si guarderà bene di rievocare la Peste Nera, di allestire un bel rogo di eretici o di far lavorare il pubblico per una giornata intera come facevano i benedettini al tempo di Carlo Magno. Viaggiare nel tempo va bene. Ma senza esagerare!

[dal minuto 22′ 55” del podcast 15 – gli etruschi: origini, nascita e misteri di una civiltà affascinante ]