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le fonti nella storia (1)

[FARE STORIA] Abbiamo stabilito che alla base della ricerca storica ci sono una o più domande. E queste, a loro volta, sono pesantemente condizionate dalle idee, dalla psicologia e dal background del ricercatore.
Dato che questo condizionamento iniziale è assolutamente inevitabile, l’aspirante storico deve adottare un metodo storico che lo tenga il più possibile al riparo dal pericolo di essere schiavo dell’ambiente in cui opera. Il primo passo, dopo aver chiaramente formulato le questioni da investigare, è comporre un elenco, il più possibile esaustivo, di fonti e di opere storiogorafiche da guardare.
Partiamo dalle fonti, che sono sostanzialmente di due tipi: o appartengono all’epoca indagata e sono prodotte in maniera diretta dalle persone o dagli enti interessati dal fenomeno (in questo caso si chiamano primarie), oppure sono riportate in un secondo momento o per interposta persona (in questo caso sono dette secondarie).
La distinzione è meno semplice di quel che appare, perché è condizionata dalla domanda. Ad esempio, molti di voi saranno pronti a dichiarare che un articolo su un quotidiano è una fonte primaria, ma sbaglierebbero, perché la è solo in alcuni casi: quando viene pubblicata una foto, ad esempio, un’intervista recuperata direttamente dal cronista o il reportage dell’inviato sul posto.
Non la è quando elabora una notizia data da un’agenzia di stampa, anch’essa in alcuni casi non sempre fonte secondaria, perché mediata da una persona che ha visto il documento ufficiale e ne ha dato notizia sintetica agli altri.
Insomma, quando gli Stati Uniti dichiararono guerra all’Irak nella Prima Guerra del Golfo, le fonti primarie sono state, in primo luogo, i documenti relativi alla dichiarazione di guerra, all’allontanamento dell’ambasciatore e all’allerta data al Pentagono.
In secondo luogo le dichiarazioni pubbliche portate in conferenza stampa.
Sono invece fonti secondarie tutti gli articoli prodotti a seguito della conferenza stampa stessa o dopo la visione dei documenti ufficiali. Tuttavia, un editoriale di Eugenio Scalfari sulla medesima guerra costituisce anche una fonte primaria, se la domanda che mi pongo riguarda la percezione della guerra in Italia.
Complicato? pensateci un po’ e poi ne riparliamo.

[dal minuto 25′ 45” del podcast 25 – la rivoluzione del Neolitico]