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il treno di Barak: sulle orme di Abraham Lincoln

[STORIUSANDO] Dedichiamo la rubrica, una volta tanto, a un uso strumentale della Storia festoso, che non si lega a stragi o dittature. Mi riferisco alla cerimonia di insediamento del presidente degli Stati Uniti Barack Obama, iniziata con un viaggio in treno da Baltimora a Washington e culminata in una tre giorni di feste, tra cui un grande concerto al Lincoln Memorial.
Se buona parte della campagna elettorale di Obama è stata dominata dal fantasma benevolo di Martin Luther King, la cerimonia di insediamento si è richiamata platealmente ad Abraham Lincoln. Il viaggio in treno, infatti, ha voluto ricordare proprio quello percorso per raggiungere la Casa Bianca dal sedicesimo presidente, il 23 febbraio 1861. Universalmente noto per aver promulgato, tra 1862 e il 1863, il Proclama di Emancipazione che dichiarava liberi gli schiavi in tutti gli stati confederati che non si fossero riconciliati con l’Unione, Lincoln è anche – e soprattutto – il presidente del discorso di Gettysburg, uno dei più famosi monologhi della Storia americana.
In piena guerra civile e a pochi mesi dalla sanguinosa battaglia di Gettysburg, in cui vinse l’Unione, Lincoln invocò i principi di uguaglianza enunciati nella Dichiarazione d’Indipendenza, rilanciando la guerra civile come una battaglia per una nuova nazione unita, fatta di cittadini uguali. È palese che Obama si richiami proprio a questi due aspetti noti a tutti del personaggio Lincoln: la liberazione degli schiavi neri e l’unità della nazione rifondata sulla ripresa dei principi costituenti. Aspetti che si traducono nel programma politico di Barak nel richiamo al vero spirito del sogno americano: uguaglianza non dei diritti giuridici data per acquisita, ma delle possibilità economiche, sociali e culturali.
Altre somiglianze sono apertamente evocate, come il fatto che Barack Obama è stato, come Lincoln, un legislatore dello stato dell’Illinois. Così che il nuovo presidente presenta la sua carriera come una continuazione del processo di estensione dei diritti civili iniziato da Lincoln.
Il processo di identificazione tende ovviamente a glissare molto sulle differenze. Come il fatto che Lincoln fosse repubblicano, mentre Obama è democratico. Come la chiara spinta data da Lincoln alla Guerra di Secessione, anche se pubblicamente invocava la conciliazione. Come il fatto che il Proclama di Emancipazione non liberò gli schiavi del Nord e che le sue opinioni sulla schiavitù erano tutt’altro che nette. Nemmeno è il caso di sottolineare che Lincoln arrivò da Baltimora a Washington in segreto e sotto mentite spoglie perché i suoi consiglieri avevano avuto notizia di un complotto per assassinarlo, proprio mentre si trovava a Baltimora.
Una storia molto differente in realtà, quella di Barak Obama e di Abraham Lincoln, che speriamo di cuore finisca anche in una maniera diversa.

[dal minuto 19′ 18” del podcast 21 – Federico II: sovrano illuminato o feroce tiranno? ]