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Harry Potter: l’apologia della storia

Questa puntata speciale è dedicata al valore della Storia nel ciclo di romanzi di Harry Potter, di Joanne Kathleen Rowling. Le avventure del Maghetto più famoso del mondo rappresentano infatti una saga della riscoperta personale e collettiva dell’importanza della Storia per l’interpretazione del passato e l’azione nel presente. E anche un invito a non vedere questa disciplina come una tediosa elencazione di nomi e date, ma come un’indagine, che funziona nella misura in cui è buona la domanda iniziale e in cui siamo onesti nel cercare la riposta. A meno che, ovviamente, non ci si voglia dare alla magia nera.

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«Storia della Magia era la materia più noiosa del programma. La teneva il professor Ruff, l’unico insegnante fantasma, e la cosa più eccitante mai accaduta durante le sue lezioni era il suo ingresso in aula attraverso la lavagna. Decrepito e avvizzito, molti dicevano che non si era accorto di essere morto. Era accaduto semplicemente che un giorno, alzatosi per andare a lezione, aveva lasciato il proprio corpo su una poltrona davanti al camino, nella stanza dei professori; ma anche così, le sue abitudini non erano minimamente cambiate […]. La sua voce era un ronzio monotono, come un vecchio aspirapolvere, tanto che tutta la classe cadeva in un torpore profondo, risvegliandosi di tanto in tanto per prendere nota di un nome o di una data, e poi tornando a dormire».
Se alcuni di voi pensano di aver sbagliato podcast si ricredano. Sono nel posto giusto, a Historycast, e questa puntata speciale è dedicata al valore della Storia nel ciclo di romanzi di Harry Potter di Joanne Kathleen Rowling. I motivi di questa scelta un po’ atipica sono due: il primo è che anche a noi storici piace divertirci e rilassarci con buone letture, e i romanzi della Rowling lo sono. Il secondo motivo, se volete più serioso, riguarda la semplice constatazione che il ciclo di Harry Potter è diventato il più letto e venduto al mondo e che quindi ha ormai di gran lunga superato il Pinocchio di Collodi nella capacità di parlare e inviare messaggi alle nuove generazioni, il tutto enfatizzato dalla trasposizione sul grande schermo, terminata nel luglio 2011. Tra i numerosi “messaggi” provenienti dalle avventure del maghetto, uno dei più rilevanti riguarda proprio il ruolo della Storia come disciplina e come fattore essenziale della cultura individuale e della comunità umana e mi è sembrato giusto metterlo in rilievo, ovviamente a modo mio.
La Storia è inizialmente presentata dalla Rowling come una materia estremamente noiosa e sostanzialmente inutile; ma, nello sviluppo della saga, il passato – non solo il passato di Harry, ma anche quello dell’intero mondo dei maghi e dei semplici umani (i “babbani”) – il passato, insomma, acquisisce progressivamente un’importanza centrale, fino a diventare il fulcro attorno al quale si dipana il momento finale e culminante del ciclo. E quindi abbiamo, attraverso migliaia di pagine, allo stesso tempo un’epifania e un’apologia della Storia. Alla scoperta e difesa della mia disciplina nella scuola di Hogwarts è quindi dedicato questo episodio di Historycast. Attenzione, il podcast prende spunto dai romanzi, non dai film, e quindi è dedicato in particolare a chi li ha letti.
Come avete capito dalla citazione iniziale la Storia della Magia è una disciplina obbligatoria ad Hogwarts ed è insegnata da un professore fantasma talmente disenteressato al mondo reale da non accorgersi essere morto. Abbiamo con il prof. Ruff la caratterizzazione dell’erudito, un personaggio così concentrato nel suo lavoro di narrazione minuziosa, piatta e sterile, da non accorgersi nemmeno di essere “trapassato”. La Storia che insegna è un’elencazione puntigliosa di vicende prevalentemente politiche, come la Rivolta dei Folletti nel 1612, o il Codice di Comportamento dei Lupi Mannari del 1637 o lo Statuto Internazionale di Segretezza nel 1689. Il lettore scopre poi col tempo che si tratta in realtà di eventi importanti nella Storia della magia, perché costituiscono le radici di una gerarchia sociale rigida e ingiusta interna al mondo dei maghi e la base del rancore di alcuni maghi verso i “babbani”. Ma nulla di tutto questo è percepibile nelle lezioni del prof. Ruff che quindi passano senza lasciare traccia alcuna nelle menti dei poveri studenti […]

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