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27 – Luther: la nascita della riforma protestante

La Riforma Protestante fu una vera e propria rivoluzione, anche se, probabilmente, Martin Lutero non rese l’uomo comune più moderno, ma lo aiutò a cambiare la vita di tutti i giorni, dandogli l’opportunità di poter leggere e interpretare le scritture liberamente, di non dover confessare i suoi peccati a persone a lui superiori, di pensare che la sua libertà personale era voluta da Dio. Anche se questo non lo rese necessariamente più libero, lo obbligò ad abbandonare il proprio villaggio per poter professare la sua fede e lo spinse in una girandola di massacri e guerre spietate, in nome del medesimo Dio.

«Ritenere che le indulgenze papali siano tanto potenti da poter assolvere un uomo, anche se questi, per un caso impossibile, avesse violato la madre di Dio, è essere pazzi. Questa scandalosa predicazione delle indulgenze fa sì che non sia facile neppure ad uomini dotti difendere la riverenza dovuta al papa dalle calunnie e dalle sottili obiezioni dei laici».
Quelle che avete sentito sono alcune delle celeberrime 95 tesi del monaco allora trentaquattrenne Martin Lutero, che il 31 ottobre 1517 affisse sulla porta della chiesa del castello di Wittenberg nell’attuale Länder della Sachsen-Anhalt.
Quel gesto è stato letto per molto tempo come la prima increspatura di uno tsunami che investì tutta l’Europa nel corso del Cinquecento e i cui effetti si avvertono ancora oggi. Ma quanto in realtà fu potente quel terremoto e cosa cambiò?
La risposta è tutt’altro che banale, anche se, guardando semplicemente due cartine storiche dell’Europa dell’inizio del Cinquecento e di un secolo dopo, che indichino la relazione tra confine politico e confessione religiosa, il cambiamento salta agli occhi. La copertura cattolica uniforme del Cinquecento si frammenta infatti, cento anni dopo, in almeno quattro colori: nella Germania centro-settentrionale, in Danimarca, in Scandinavia e in ampie zone dell’Europa dell’Est si è affermato il Luteranesimo, l’Inghilterra è anglicana e buona parte dell’Europa centro-occidentale e della Scozia sono macchiate da ampie isole calviniste.
Ma i mutamenti di confine sono il pane quotidiano della Storia e una linea sul territorio non muta necessariamente il quotidiano delle persone. Quindi la domanda rimane in piedi: Lutero portò un vento nuovo a soffiare sul vecchio continente? Verso quale direzione?
Partiamo dall’inizio universalmente accettato: le Tesi. Gesto indubbiamente coraggioso di un monaco agostiniano colto e interiormente tormentato dalla consapevolezza che nessuna azione umana poteva toglierlo dalla condizione di peccatore agli occhi di Dio, men che meno un’indulgenza. Ma anche gesto consueto di un professore universitario per chiedere che si aprisse una discussione esclusivamente accademica su un problema di natura teologica.
Non a caso le Tesi furono scritte in latino, ossia per un pubblico colto ed esperto in materia. Il contenuto era forte, ma non rivoluzionario. Altri teologi prima di lui avevano contestato i fondamenti dottrinali delle indulgenze e le Tesi di Lutero colpivano innanzitutto l’abuso che se ne faceva; una pratica odiosa basata sull’idea (tutt’ora ortodossa, dobbiamo dirlo) che esistesse un “tesoro dei meriti”, una sorta di monte di pietà spirituale che Cristo, i santi e i credenti avrebbero accumulato nel tempo e che solo la Chiesa Cattolica poteva usare per concedere salti pena in Purgatorio.
La dottrina del tesoro dei meriti fu espressa per la prima volta nel 1343 dal papa Clemente VI e quindi era cosa risaputa e blandamente contestata all’interno delle facoltà di teologia. Ma all’inizio del Cinquecento l’uso del tesoro divenne effettivamente abuso, il monte dei meriti venne selvaggiamente sfruttato dalle gerarchie religiose e politiche, romane e tedesche, per fini molto terreni.
Proprio nel 1517 si era aperta vicino a Wittenberg una grande vendita di indulgenze, per far ottenere ad Alberto di Brandeburgo, già vescovo di Magdeburgo e di Halberstadt, anche l’elezione ad arcivescovo elettore di Magonza.
Roma propose ad un Alberto molto indebitato di finanziare la somma con la metà dei proventi ricavati dalla vendita di indulgenze per costruire la basilica di san Pietro. La vendita, nelle mani del domenicano […]

[continua in audio]

Bibliografia

 

  • James Atkinson, Lutero: la parola scatenata. L’uomo e il pensiero, Claudiana,1992
  • Giampiero Bof, Storia della teologia protestante: da Lutero al secolo XIX, Morcelliana, 1999
  • Martin Luther, Lezioni sulla lettera ai Romani , Introduzione, traduzione e note a cura di Giancarlo Pani, Marietti, 1991-1992
  • Heiko Augustinus Oberman, La Riforma Protestante da Lutero a Calvino, Laterza, 1989
  • Frank A. James, Lezioni di History of Christianity, Reformed Theological Seminary iTunes

 

Musiche impiegate

  • Intelect, Sage Hill Sad Song
  • Jako Jake, Agnus
  • Vincent Bernay, Around (Instrumental)
  • Kostas Vomvolo, The village
  • Gabriel Fauré, Cello Journey Elegy
  • Luther – Ribelle, Genio, Liberatore, Eikon, NFP, TFL – Eric Till /2003, frammenti di 39” e 32”
  • Morning Spy, Daughters of History