«

»

17 – Dracula: la dubbia storia di Vlad l’impalatore

Con Vlad III, vojvoda di Valachia – il nobile sanguinario che ha ispirato Bram Stoker nella creazione del personaggio del conte Dracula – Historycast cerca di capire come un principe di uno stato cristiano, europeo, della prima età moderna, sia potuto diventare l’archetipo del tiranno crudele, simbolo del Male assoluto fino a trasformarsi nel terrificante vampiro del fortunato romanzo dello scrittore irlandese. Eppure, a ben vedere, con Vlad III ci troviamo lontani dai luoghi comuni che vogliono che un uomo sia soltanto buono o cattivo, pio o blasfemo, leale o traditore. Quello che è certo, però, è che ci è stato raccontato così.

«Invitò a casa tutti i signori e nobili del paese. Quando il pranzo ebbe fine si rivolse al più anziano e gli chiese quanti prìncipi che avessero regnato nel paese si ricordasse. L’uomo rispose quel che sapeva. Poi interrogò gli altri, giovani e vecchi. Uno rispose cinquanta, un altro trenta, e nessuno era abbastanza giovane per ricordarsene meno di sette. Allora fece impalare tutti quei signori, che erano in numero di cinquecento».
Quello che avete sentito è un brano tratto da un pamphlet anonimo in lingua tedesca del 1463 che racconta una delle tante atrocità che avrebbe commesso Vlad III Tepes, meglio noto come Dracula, vojvoda – ossia principe – di Valacchia, vissuto nella seconda metà del Quattrocento.
Con Vlad/Dracula Historycast cerca di capire come un principe di uno stato cristiano, europeo, tra la fine del Medioevo e la prima Età Moderna, sia potuto diventare l’archetipo del tiranno crudele, il simbolo stesso del Male assoluto, fino a trasformarsi nel vampiro del celebre romanzo di Bram Stoker.
La domanda che sta alla base della nostra escursione nelle selvagge foreste dei Carpazi non è se Vlad/Dracula fosse veramente cattivo, ma chi ce lo ha raccontato così e perché. Ci stuzzica poi anche la questione si può usare il termine cattivo in Storia? Le risposte – come ormai siete abituati a sentire – non sono facili da dare, non solo perché la percezione di ciò che è male è cambiata moltissimo nei secoli, ma anche perché proprio la figura di Vlad è stata oggetto di letture diverse e di altrettanti giudizi: tiranno pazzo e crudele, serial killer al trono, ma anche modello di sovrano giusto e severo e, addirittura, eroe.
Prendiamo, ad esempio, l’episodio appena raccontato. Preso così, come evento fuori contesto, appare effettivamente un esempio di crudeltà efferata. Ma se lo contestualizziamo e cerchiamo di verificarlo il suo valore cambia radicalmente.
Siamo nella Pasqua del 1459 e Vlad, che è solo da tre anni al potere, invita i suoi vassalli a palazzo. Il titolo di vojvoda non è saldo nelle sue mani: gli è infatti contestato da un lontano cugino, Dan, che ha alleati potenti e per primo Mattia Corvino, re d’Ungheria, e poi i borghesi delle ricche città della Transilvania e i numerosi boiardi, cioè proprio i nobili vassalli invitati a pranzo. Dracula ha bisogno di consolidare il potere, ma se guarda alla Storia della sua dinastia la vede costellata di assassini, rapimenti, detronizzazioni. Da qui la domanda: «quanti prìncipi valacchi ricordi?» Che tradotto significa: «a quanti prìncipi sei sopravvissuto alimentando l’instabilità del regno?»
La risposta avrebbe determinato la decisione di Vlad: dopo il banchetto avrebbe eliminato – impalandoli – tutti i nobili di fedeltà incerta, sostituendoli con uomini propri. Ma lo ha fatto davvero? E in che misura? La fonte di cui sopra parla di cinquecento esecuzioni, ma con tutta probabilità è menzognera. Ricostruire ciò che accade veramente nella Pasqua del 1459 a Targoviste è infatti difficilissimo. Le cronache contemporanee non ne parlano e ciò è molto strano. Studi fatti sui resti del palazzo sostengono che gli invitati non potevano essere più di cinquanta, mentre dai documenti emerge che, se le esecuzioni ci furono, le vittime furono probabilmente molte meno: su 23 membri dei consigli principeschi di Vlad solo undici scompaiono, infatti, dai documenti dopo quella data.
Certo, dimezzare il numero dei consiglieri da 23 a 11, per di più impalandoli, è un gesto estremamente persuasivo. E anche vero che uccidere 11 persone è diverso che massacrarne cinquecento e, in ogni caso, quello di Vlad si può interpretare come un atto di semplice realismo politico, del tutto simile a quelli perpetrati da […]

[continua in audio]

Bibliografia

  • Cazacu Matei, Dracula – La vera storia di Vlad III l’Impalatore, Mondadori, 2006
  • AA. VV., Miti e leggende di Dracula e della Transilvania, Newton Compton, 2006
  • James Meiron, La storia segreta di Dracula. I misteri di Vlad l’Impalatore, Newton Compton, 2005
  • Bram Stoker, Dracula, Fabbri, 2008

Musiche impiegate

  • Kostas Vomvolos, The Village
  • Christopher Wright, Dramatic Achievement
  • Alexander Boros, The Drama
  • Ben Othman, Sousse (orientale)
  • Xcyril, La découverte et la conquête
  • Morning Spy, Daughters of History
  • Ian Rushton, A Tune of Taylor