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16 – le Repubbliche Marinare: 4 città alla conquista del Mediterraneo

Agli inizi del XII secolo le città di Amalfi, Venezia, Pisa e Genova aprono la strada alla circolazione nel Mediterraneo, dominando gli scambi a largo raggio e i traffici marittimi. Quattro città governate, nel periodo in questione, da istituti comunali e quindi sostanzialmente autonome dal punto di vista politico. Di fatto, quattro Repubbliche Marinare, un nome oggi caduto in disuso negli ambienti scientifici, ma ancora ampiamente usato nel linguaggio comune. C’è chi ha voluto attribuire a queste repubbliche la liberazione di un Mediterraneo per troppo tempo occupato da vascelli islamici dediti alla pirateria. Ma le cose stanno veramente così?

«Un giorno il califfo Harûn al-Rashîd [quello di Mille e una notte per intenderci] inviò alcuni messi da Carlo Magno in risposta a una cortese ambasciata ricca di doni che lui per primo aveva inviato a Baghdad. Ma, dato che gli ambasciatori musulmani non sapevano dove Carlo Magno vivesse, decisero di andare a Roma, sulla quale essi pensavano che Carlo regnasse. Chiesero però inutilmente aiuto ai vescovi della Campania, della Toscana, dell’Emilia, della Liguria, della Borgogna e della Gallia, perché da tutti costoro furono presi in giro o addirittura cacciati. Così, dopo un anno intero, e avendo ormai male ai piedi, essi giunsero finalmente ad Aix-la-Chapelle e poterono vedere l’Imperatore al quale raccontarono l’accaduto, perché egli valutasse quanto poco i suoi Conti ed Abati lo tenessero in considerazione».
Dopo un lungo silenzio, di cui mi scuso assai con gli ascoltatori affezionati e che mi auguro non si ripeterà, Historycast torna in onda con una puntata sulle Repubbliche Marinare. E a questo punto – sono certa – che quelli di voi a cui il titolo fa ripescare alla memoria nomi come Amalfi, Venezia, Pisa e Genova – la grande Epopea Mediterranea delle città medievali, – si staranno già chiedendo ma cosa centra Carlo Magno? E Baghdad?
C’entra, perché il racconto che vi ho appena fatto, tratto da una cronaca carolingia del secolo VIII, ci descrive, anche se con un aneddoto divertente, di che genere erano le relazioni tra l’Europa cristiana e il mondo islamico nell’Alto Medioevo, prima che le cosiddette Repubbliche Marinare facessero vela verso i lontani empori.
Ci dice che i due mondi si conoscevano, ma male. In particolare che l’Europa di Carlo era consapevole della potenza dei Califfi ma che molto probabilmente non era vero il contrario. Il Dar-al-Islam conosceva infatti ben poco del panorama europeo, probabilmente perché l’Europa occidentale non era in quel momento considerata un’area politicamente ed economicamente attraente.
Dal punto di vista dei commerci, infatti, il racconto – e anche altre testimonianze che si recuperano qua e là nei manoscritti – ci dice che gli scambi c’erano ma erano probabilmente limitati al mondo dei doni tra governanti e tra gli strati superiori della società. Si trattava soprattutto di beni di lusso, come schiavi e stoffe preziose che facevano bella mostra di sé dentro alle corti principesche.
L’altra cosa che ci racconta l’odissea degli ambasciatori di Bagdad in Europa è che – appunto – l’Europa non c’era. L’Impero di Carlo era tutt’altro che unito, le informazioni non circolavano sufficientemente bene entro i confini e vi era una scarsa consapevolezza della dimensione politica di regni e domini.
Se facciamo però un salto di tre secoli in avanti il panorama appare tutto diverso. Il Mediterraneo risulta solcato da centinaia di navi saracene e cristiane, appartenenti a l’una o all’altra città, a l’uno o all’altro regno. L’Europa, pur politicamente ancora divisa – anzi, in buona parte frammentata – ha una forza economica crescente nei confronti dei mercati islamici e orientali e la forza politica è comunque tale da arrivare a organizzare numerose spedizioni armate contro gli Infedeli, di cui la prima Crociata è solo l’esempio più famoso.
Amalfi e Venezia prima, Pisa e Genova poi, aprono la strada alla circolazione nel Mediterraneo e, agli inizi del XII secolo, dominano gli scambi a largo raggio e i traffici marittimi. Dato che queste città sono, nel periodo in questione, rette da istituti comunali (e quindi sostanzialmente autonome), da qui viene […]

[continua in audio]

Bibliografia

 

  • P. Corrao, M. Gallina, C. Villa, L’Italia mediterranea e gli incontri di civiltà, Laterza, 2001
  • Gabriella Airaldi (a cura), Gli orizzonti aperti. Profili del mercante medievale, Scriptorium, 1997
  • Enrica Salvatori, Boni amici et vicini. Le relazioni tra Pisa e le città della Francia meridionale dall’XI alla fine del XIII secolo, ETS, 2002ì
  • Gino Benvenuti, Le Repubbliche Marinare. Amalfi, Pisa, Genova, Venezia, Newton e Compton, 2001
  • Aldo C. Marturano, Medioevo russo, 2008 – Saggio ricevuto (link

 

Musiche impiegate

  • Kaotik, Islami Davet-Selam Olsun Enst
  • Xcyril, Introduction Deuxième Thème
  • Xcyril, Main Title
  • Morning Spy, Daughters of History
  • Ian Rushton, A Tune for Taylor